Corso di Trucco Permanente in 2 giorni? Prima chiediti cosa puoi davvero imparare

Corso di Trucco Permanente con allieve alla Lalli Grossi Academy

Se stai valutando un corso Trucco Permanente di 2 giorni, non chiederti soltanto quanto dura: chiediti soprattutto quanto riuscirai davvero a imparare.

Il Trucco Permanente attira sempre più attenzione.

E le sopracciglia, in particolare, sono una delle aree che interessano di più chi si avvicina a questo mondo: in un’analisi condotta da AvantGrade.com e citata da Vanity Fair Italia nel 2022, l’84% delle circa 2,3 milioni di ricerche Google italiane legate al Trucco Permanente riguardava proprio le sopracciglia.

È normale quindi che, insieme alla domanda, siano aumentate anche le offerte formative.

E qui comincia il problema.

Oggi trovi corsi che promettono di insegnarti sopracciglia, occhi e labbra in due o tre giorni.

Magari con attestato finale.

Magari con una bella foto da pubblicare sui social.

E sulla carta sembra fantastico:

“In un weekend imparo tutto.”

Il punto è che il viso di una cliente non è il posto giusto dove scoprire che, in realtà, hai visto tutto troppo in fretta.

Perché nel Trucco Permanente non basta sapere come si accende un dermografo.

Devi imparare a osservare un viso, progettare una forma, ragionare sulla pelle, scegliere il colore, controllare la mano e capire cosa fare quando la situazione davanti a te non assomiglia all’esercizio fatto in aula.

Tutto questo non si misura soltanto in giorni.

Si misura in quanto tempo hai davvero per capire, provare, sbagliare, essere corretta e riprovare.

Ed è questa la domanda che farei prima di scegliere un corso:

non “quanto dura?”, ma “quanto riuscirò davvero a imparare?”

Il problema non sono i 3 giorni. È cosa riesci davvero a fare in quei 3 giorni

Qualche giorno fa ho parlato con una ragazza che aveva già frequentato un corso di Trucco Permanente.

Tre giorni in tutto.

Il primo dedicato alla teoria generale.

Il secondo alle esercitazioni su pelle sintetica.

Il terzo a una sola modella.

Poi fine.

Corso concluso.

Attestato in mano.

E lei?

Non si sentiva minimamente pronta a lavorare da sola.

Ed è qui che, secondo me, bisogna smettere di guardare soltanto il numero scritto sulla locandina del corso.

Tre giorni possono essere tanti oppure pochissimi.

Dipende da cosa succede davvero in quei tre giorni.

Quanta pratica fai.

Quante volte vieni corretta.

Quante situazioni diverse affronti.

Quanto tempo hai per capire gli errori.

Quanto riesci a riprovare.

Perché vedere una cosa una volta non significa averla imparata.

E farla una volta su una modella non significa essere pronta a rifarla da sola, il lunedì mattina, su una cliente vera.

Questa esperienza me lo conferma ancora una volta:

la durata del corso conta, ma conta molto di più la profondità con cui vieni formata.

Una tecnica vista non è una competenza acquisita

La ragazza con cui ho parlato mi ha raccontato una cosa che, per me, è ancora più importante della durata del corso.

Non aveva affrontato davvero la colorimetria.

Non sapeva come orientarsi nella scelta dei colori.

Non aveva imparato a scegliere gli aghi in funzione del lavoro.

E soprattutto aveva lavorato in Microblading con il pennino, mentre oggi vuole imparare a usare il dermografo.

Capisci il problema?

Non stiamo parlando di una persona che “deve fare un po’ più di pratica”.

Stiamo parlando di una persona che ha terminato un corso ma che, davanti a una cliente vera, si ritrova ancora a chiedersi:

Che colore scelgo?

Che ago uso?

Come imposto il dermografo?

Come cambia il mio lavoro in base alla pelle che ho davanti?

E queste non sono domande secondarie.

Sono esattamente le domande che fanno la differenza tra aver visto una tecnica e saper prendere decisioni mentre lavori.

Per questo io diffido dei percorsi in cui si cerca di comprimere troppe cose in troppo poco tempo.

Non perché esista un numero magico di giorni.

Ma perché alcune competenze hanno bisogno di essere spiegate, provate, corrette e riprese più volte.

Altrimenti succede una cosa molto semplice:

esci con un attestato, ma senza autonomia.

E se stai pensando di diventare dermopigmentista partendo da zero, proprio per questo la scelta del primo percorso formativo conta moltissimo.

E l’autonomia è proprio quello che ti serve quando non hai più l’insegnante accanto.

Perfetto. Allora facciamo il blocco che deve far capire, senza tante carezze, perché una sola modella non ti costruisce sicurezza.

È anche per questo che, se stai iniziando adesso, può avere molto più senso iniziare dalle sopracciglia e costruire prima una base solida, invece di comprimere sopracciglia, occhi e labbra nello stesso weekend.

Una modella non basta per costruire sicurezza

La prima modella ti mette alla prova.

La seconda comincia a insegnarti qualcosa.

La terza ti costringe a ragionare davvero.

Perché ogni volto cambia.

Cambiano le sopracciglia.

Cambia la pelle.

Cambia la mano che devi avere.

Cambia il modo in cui devi osservare e decidere.

Fare una sola modella può essere utile per rompere il ghiaccio.

Ma il problema arriva il giorno dopo, quando davanti a te hai una persona diversa e non sai più se quello che hai fatto ieri funziona anche oggi.

Ed è lì che capisci una cosa fondamentale:

non devi imparare a fare quelle sopracciglia.

Devi imparare ad affrontare sopracciglia diverse.

Per questo, nei miei percorsi, la pratica non si riduce a “hai fatto una modella, quindi hai fatto pratica”.

Io voglio vedere come ragioni.

Voglio capire se sai progettare.

Se sai osservare la pelle.

Se sai scegliere.

Se sai correggerti quando qualcosa non torna.

E soprattutto voglio che tu faccia esperienza su più persone, perché è solo così che inizi a uscire dalla logica del “copio quello che ho visto” e inizi a costruire una competenza tua.

La pellina sintetica serve.

La teoria serve.

La dimostrazione serve.

Ma a un certo punto devi lavorare su persone vere.

Più di una.

Con qualcuno accanto che ti corregga mentre lavori.

Altrimenti il rischio è quello che vedo troppo spesso:

hai finito il corso, ma hai ancora paura di iniziare.

Ed è un peccato.

Perché se hai investito tempo, soldi ed energie per cambiare strada, dovresti uscire con la voglia di continuare.

Non con il terrore di prenotare la prima cliente.

Nel mio percorso non ci fermiamo a una sola esperienza: le allieve lavorano su 3 modelle reali, perché è proprio confrontandosi con volti, pelli e situazioni diverse che si comincia a costruire vera autonomia.

Prima di scegliere, guarda quindi come è strutturato il percorso di Trucco Permanente della Lalli Grossi Academy: quanta pratica prevede, come viene organizzata la formazione e cosa succede anche dopo il corso.

Prima di scegliere un corso, vieni a vedere come lavoriamo davvero

A questo punto potrei continuare a dirti che il mio metodo è diverso.

Potrei spiegarti ancora quanto credo nella pratica, nella supervisione, nella colorimetria, nel ragionamento sulla pelle e nell’assistenza dopo il corso.

Ma preferisco fare una cosa più semplice:

fartelo vedere.

Per questo ho creato il Mini Corso gratuito di circa 3 ore.

Non è una call commerciale mascherata.

È un vero primo incontro con il Trucco Permanente, pensato per farti capire se questo mondo ti interessa davvero e se il mio modo di insegnare è quello giusto per te.

Durante il Mini Corso:

  • impugni un dermografo professionale;
  • fai una prima prova pratica su pelle sintetica;
  • inizi a capire come si lavora con lo strumento;
  • puoi farmi tutte le domande che vuoi sul percorso, sulla professione e sulla formazione;
  • ricevi una proposta scritta chiara, da portarti a casa e rileggere con calma.

Non devi decidere nulla quel giorno.

Anzi.

Per me il senso è proprio il contrario:

prima capisci, poi scegli.

Perché dopo aver visto quanto può essere facile uscire da un corso con un attestato e ancora mille dubbi in testa, credo che tu abbia tutto il diritto di sapere come verrai formata prima di investire tempo e denaro.

Se vuoi capire con i tuoi occhi se questa può essere la tua strada:

Prima provi. Poi decidi.

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