Se stai pensando di diventare dermopigmentista, è normale chiederti se si possa davvero partire da zero.
Diciamoci la verità. C’è un falso mito che gira ancora parecchio e che blocca un sacco di donne prima ancora di cominciare: l’idea che per diventare una brava dermopigmentista tu debba per forza essere nata nel mondo dell’estetica, avere fatto dieci anni in un centro estetico o avere chissà quale “mano magica”.
Ogni mese incontro ragazze che fanno tutt’altro: commesse, segretarie, impiegate. Persone che la mattina si alzano, vanno al lavoro e dentro pensano: “Possibile che debba essere tutto qui?”
Il problema è che appena iniziano a guardare il Trucco Permanente come una possibile via d’uscita, parte subito il freno a mano mentale:
“Ma io non sono estetista.”
“Non ho mai preso in mano un dermografo.”
“Figurati se alla mia età mi metto a ricominciare da zero.”
E così mollano prima ancora di aver capito se quella strada potrebbe davvero fare per loro.
Se ti riconosci, ti dico una cosa molto semplice: il fatto che oggi tu faccia un lavoro che non c’entra niente con il Trucco Permanente non significa affatto che tu non possa impararlo.
Anzi, a volte partire da zero è perfino meglio: non hai automatismi sbagliati, non hai abitudini da smontare e puoi imparare un metodo dall’inizio, senza rattoppi.
Nessuno nasce con il dermografo in mano
Per imparare il Trucco Permanente non devi arrivare già preparata. Sarebbe comodo, certo. Ma allora che corso sarebbe?
Devi imparare a leggere una pelle, capire un viso, scegliere un colore, progettare una forma, controllare la mano e soprattutto capire perché stai facendo una determinata cosa su quella determinata persona.
Tutte cose che si imparano.
Ma non guardando cinquanta slide e neppure facendo una prova veloce “tanto per dire che l’abbiamo fatta”.
Si imparano facendo, sbagliando, correggendo e rifacendo.
Ed è proprio per questo che ho scelto di non costruire un corso dove in pochi giorni mettiamo dentro sopracciglia, occhi e labbra, facciamo un bel minestrone e alla fine possiamo dire di aver visto tutto.
A me non interessa che tu abbia visto tutto.
Mi interessa che tu abbia capito davvero quello che stai facendo.
Per questo partiamo dalle sopracciglia e lavoriamo in modo monografico. Studiamo quella zona, la ripetiamo, la esercitiamo e la portiamo avanti fino alla pratica reale.
E qui arrivano le 3 modelle.
Non una.
Tre.
Perché la prima volta sei concentrata soprattutto sul non sbagliare. La seconda cominci a capire meglio cosa stai facendo. Alla terza inizi finalmente a collegare occhio, mano, pelle e ragionamento.
Ed è lì che la tecnica smette piano piano di essere una sequenza imparata a memoria e comincia a diventare una competenza.
Questo è anche il senso di quello che io chiamo Skin Reasoning:
prima guardi. Poi ragioni. Solo dopo lavori.
È il motivo per cui il percorso non è costruito per riempirti la testa di nozioni, ma per accompagnarti dalla teoria alla pratica, dalle esercitazioni su pelle sintetica fino alle modelle vere.
Perché quando un giorno avrai davanti una cliente pagante, non ti servirà ricordare la slide numero 47.
Ti servirà sapere cosa stai facendo, perché lo stai facendo e cosa cambiare se quella pelle ti risponde in modo diverso da come avevi previsto.
Se vuoi vedere nel dettaglio come ho costruito il percorso, qui trovi il mio Corso di Trucco Permanente a Bologna dedicato alle sopracciglia.
“Sì Lalli, ma una volta finito il corso come trovo le prime clienti?”
Questa è probabilmente una delle domande che mi fanno più spesso le donne che partono da zero.
E la capisco benissimo.
Perché finché siamo in aula il problema sembra essere imparare a usare il dermografo. Poi, a un certo punto, arriva la domanda vera:
“Bello tutto, Lalli. Ma quando il corso finisce… chi viene a farsi le sopracciglia da me?”
Già.
Perché imparare una tecnica è una cosa. Trasformarla in un lavoro è un’altra.
Se hai già un centro estetico parti con un vantaggio evidente: hai persone che entrano dalla porta tutti i giorni e una clientela che già si fida di te.
Se invece fino a ieri vendevi vestiti, lavoravi in ufficio o facevi tutt’altro, quella clientela non ce l’hai.
E non te la regala nessuno insieme all’attestato.
Ma questo non significa affatto che devi aprire un locale il giorno dopo il corso, metterti dietro la vetrina e sperare che qualcuno passi per caso.
Si parte in modo molto più semplice.
All’inizio le prime occasioni possono arrivare dalle persone che già ti conoscono: amiche, parenti, conoscenti, il famoso giro del “mia cugina cerca proprio qualcuno che faccia le sopracciglia” — che sembra una battuta, ma all’inizio vale oro.
Sono i primi lavori che ti permettono di fare esperienza, creare fotografie vere, costruire un portfolio e soprattutto cominciare ad avere qualcosa da mostrare quando qualcuno ti chiede:
“Ma tu come lavori?”
Poi il cerchio si allarga.
Puoi farti conoscere nella tua zona, costruire progressivamente la tua presenza online e valutare collaborazioni con attività che hanno già una clientela compatibile: centri estetici, parrucchieri, studi o altre strutture nelle quali il servizio possa essere svolto nel rispetto dei requisiti previsti.
E se ti stai chiedendo se per iniziare sia obbligatorio essere estetista, ne ho parlato nel dettaglio nell’articolo “Per fare Trucco Permanente bisogna essere estetista?”.
Per loro può essere un servizio in più da offrire alle proprie clienti.
Per te può essere un modo intelligente per non partire da una stanza vuota sperando nel miracolo.
Ed è anche per questo che durante il percorso non voglio parlarti soltanto di aghi, pigmenti e pelle.
Parliamo anche della professione vera: di come muovere i primi passi, di come presentarti, di come costruire il tuo lavoro un cliente alla volta.
Perché il mio obiettivo non è consegnarti un attestato e salutarti sulla porta con un:
“Bene, adesso arrangiati.”
Il corso deve darti una tecnica.
Ma deve anche aiutarti a capire che cosa farne il lunedì mattina.
Nessuno può prometterti quante clienti avrai, e chi lo fa dovrebbe almeno avere la decenza di prestarti anche la sfera di cristallo.
Quello che posso fare io è insegnarti bene il mestiere, aiutarti a partire con una strategia sensata e continuare a esserci quando inizierai a confrontarti con i primi casi veri.
E per chi oggi pensa “io parto da zero, non conosco nessuno, quindi non funzionerà”, questa è la cosa importante da capire:
non devi avere già una clientela per iniziare. Devi cominciare a costruirla.
Se invece il tuo dubbio è soprattutto economico, puoi leggere anche quanto rende davvero il Trucco Permanente e quali costi devi considerare.
Il corso finisce. L’assistenza no.
La parte più delicata, spesso, arriva dopo il corso.
Non mentre sei in aula, con me accanto.
Arriva quando torni a casa, apri il materiale, riguardi gli appunti e pensi:
“Ok. E adesso, se mi viene un dubbio?”
È proprio lì che molte persone si sentono mollate.
Perché finché sei dentro il corso va tutto bene. Poi magari scopri che per continuare ad avere assistenza devi pagare un abbonamento, rinnovare un servizio, acquistare un pacchetto, oppure che dopo qualche mese il supporto semplicemente finisce.
Io questa cosa non l’ho mai capita.
Se ti ho formato io, per me non diventi “ex allieva” dopo dodici mesi.
Resti una mia allieva. Punto.
Per questo già dal 2016 ho creato il gruppo privato “Le Allieve di Lalli”, dove puoi continuare a confrontarti con me anche dopo il corso.
Hai un dubbio su un lavoro?
Mi mandi una foto.
Un colore ti convince poco?
Ne parliamo.
Hai paura di sbagliare un passaggio?
Chiedi.
Ti trovi davanti a un caso che non avevi ancora incontrato?
Non devi fare finta di sapere tutto.
Chiedi.
Io ti rispondo direttamente, e nel frattempo puoi leggere anche le domande delle altre allieve, vedere i loro lavori, capire come hanno affrontato situazioni simili alle tue.
Ed è questo, secondo me, che fa davvero la differenza quando inizi a lavorare.
Perché nessun corso, per quanto fatto bene, può metterti davanti in pochi giorni tutte le situazioni che incontrerai negli anni successivi.
La sicurezza arriva anche così:
sapendo che, se hai un dubbio, qualcuno c’è.
Anche a distanza.
Anche dopo mesi.
Anche dopo anni.
E soprattutto senza canoni annuali da rinnovare e senza una data di scadenza sull’assistenza.
Non sarò fisicamente accanto a te ogni volta che lavorerai, ovviamente.
Ma non voglio che tu ti senta mai nella situazione di pensare:
“Adesso sono da sola e devo arrangiarmi.”
Perché imparare una professione nuova fa già abbastanza paura da sola.
Aggiungerci anche la sensazione di essere stata abbandonata dopo il corso mi sembra francamente inutile.
Il corso finisce. Il supporto no.
Prima di decidere se questo lavoro fa per te, vieni a provarlo
A questo punto potrei dirti che il nostro corso è fatto bene, che il metodo funziona, che sarai seguita e che il Trucco Permanente può diventare una vera opportunità professionale.
Ma sinceramente?
Non voglio che tu mi creda sulla parola.
Voglio che tu venga a vedere.
Per questo, prima di iscriverti al Corso Completo, ti invito al nostro Mini Corso gratuito di Trucco Permanente a Bologna.
Dura circa tre ore ed è pensato proprio per chi è nella tua situazione: interessata, incuriosita, magari anche molto motivata… ma con ancora qualche dubbio in testa.
E va benissimo così.
Durante il Mini Corso non stai seduta tre ore ad ascoltare una presentazione commerciale.
Metti le mani sul dermografo.
Lo provi davvero, su pelle sintetica, con me accanto.
Così puoi capire subito una cosa che nessuna pagina web, nessun reel e nessuna telefonata può dirti:
come ti senti quando lo impugni.
Ti incuriosisce?
Ti viene voglia di capire meglio?
Ti senti completamente fuori posto?
Meglio scoprirlo prima che dopo.
Parleremo anche degli aspetti pratici della professione: formazione, percorso, organizzazione del lavoro, requisiti da verificare, investimento e possibilità concrete per iniziare.
E alla fine ti porterai a casa anche una proposta scritta e dettagliata, così non dovrai ricordarti metà delle cose dette durante l’incontro né decidere con qualcuno che ti guarda aspettando una risposta.
Te la porti via.
La leggi.
Ci pensi.
Ne parli con chi vuoi.
E poi decidi.
Questo per me è fondamentale, perché non mi interessa iscrivere una persona che dopo una settimana pensa:
“Forse ho fatto una cavolata.”
Preferisco una persona che arriva al corso sapendo bene perché è lì.
Prima provi. Poi decidi.
È diventato quasi il modo più semplice per spiegare come lavoriamo.
Non ti chiedo di fidarti di una pubblicità.
Non ti chiedo di immaginarti con un dermografo in mano.
Te lo metto in mano.
Poi sarai tu a capire se questa professione ti accende qualcosa oppure no.
E se scopri che non fa per te?
Hai perso tre ore.
Se invece mentre provi pensi:
“Cavolo… questa cosa mi piace davvero”
allora quelle tre ore potrebbero essere l’inizio di qualcosa di molto più grande.



